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Biblioteca e lettore IIIF ​

La Biblioteca contiene le fonti aggiunte al catalogo personale, i relativi metadati e i collegamenti ai workspace. La ricerca si trova nella Dashboard. IIIF è il protocollo usato per descrivere e visualizzare molte delle riproduzioni digitali supportate: il manifesto contiene metadati, sequenza delle pagine e riferimenti alle immagini.

ElementoFunzione
OperaScheda bibliografica con titolo, autore, data, lingua e identificativi
DigitalizzazioneRappresentazione digitale collegata alla scheda, per esempio un manifesto IIIF o un PDF
Versione localeImmagini di una digitalizzazione conservate nel deposito a una determinata risoluzione

Il catalogo non unifica automaticamente opere sulla base del titolo. L’identità del manifesto evita di aggiungere due volte la stessa fonte. Più versioni locali possono appartenere alla stessa digitalizzazione, anche se prodotte tramite riduzione delle immagini anziché scaricamento.

Organizzazione ​

Ogni opera si presenta allo stesso modo nei risultati di ricerca, nel catalogo, nella sua scheda e nello Studio di trascrizione: prima autore, anno, luogo e tipografo, poi il titolo in corsivo, che si ferma a due righe (una nelle intestazioni) e si legge intero al passaggio del puntatore. In fondo, in piccolo, biblioteca, pagine e stato. I libri antichi si riconoscono da chi li ha scritti e stampati, non da titoli che occupano mezza pagina.

La colonna di destra raccoglie gli scaffali, modi fissi di guardare il catalogo: Tutte, Recenti (aggiunte o aperte negli ultimi 30 giorni), Da scaricare (non ancora tutte sul computer), In trascrizione (con una trascrizione non ancora verificata per intero), Non collegate a un workspace, Archiviate. Le archiviate compaiono solo nel loro scaffale. Sotto stanno le raccolte e le viste salvate. Ogni voce dice quante opere contiene. Il «+» accanto al titoletto di ciascuna sezione apre il campo per il nome, nel punto dove la voce comparirà: Invio salva, Esc o un clic altrove annullano. Una raccolta si elimina senza toccare le opere.

Sopra l'elenco, in una riga sua, la ricerca guarda tutti i dati dell'opera — titolo, autore, tipografo, luogo, note, identificativo — e sotto i filtri rapidi restringono lo scaffale o la raccolta scelti per tipo, secolo (ricavato dal primo anno della data), lingua, biblioteca, stato dello scaricamento e workspace. Accanto a ogni valore c'è il numero di opere che avrebbe con gli altri filtri già applicati. L'elenco si ordina per titolo, autore, anno, aggiunte o aperte di recente. Una vista salvata ricorda i filtri scelti: il suo «+» si attiva solo quando almeno un filtro è acceso, e al passaggio del puntatore dice perché. La vista resta un filtro, e si aggiorna da sola quando entrano opere nuove.

L'elenco si vede a righe, a copertine o in tabella. Le copertine hanno tutte la stessa misura: quando lo spazio manca si accorcia il titolo, e dei collegamenti se ne vedono due; gli altri si contano («+3») e si leggono al passaggio del puntatore. La tabella ha una colonna per autore, titolo, anno, luogo e tipografo, biblioteca, pagine e stato (lavoro e scaricamento); autore, titolo e anno si ordinano cliccando l'intestazione. Con Raggruppa l'elenco si divide per secolo, autore, biblioteca o raccolta, con il numero di opere accanto a ogni gruppo; le opere senza il dato vanno in un gruppo in fondo, e un'opera in più raccolte compare sotto ognuna. Vista e raggruppamento restano come li lasci.

Le viste a elenco e a griglia mostrano provenienza, pagine dichiarate, risoluzioni locali, spazio occupato e collegamenti. Un conteggio non disponibile non equivale a zero. Le raccolte raggruppano opere senza spostarle o duplicarle.

Un’opera può essere collegata a più workspace e raccolte. Rimuovere un collegamento non elimina la scheda né i file. In basso a sinistra della riga stanno i comandi per collegarla a un workspace e metterla in una raccolta; in alto a destra, sulla prima riga, gli altri comandi come icone con il nome al passaggio del puntatore, in tre gruppi: creare una trascrizione | scaricare, verificare, ridurre le immagini, liberare spazio | archiviare, eliminare. Tutti compaiono al passaggio del puntatore o quando la riga ha il fuoco. Nella griglia a copertine e nella tabella gli stessi comandi stanno in un menu. La riga piccola dice anche a che punto è il lavoro: in trascrizione (una trascrizione non ancora verificata per intero), trascritta, tradotta.

Più opere insieme ​

Un clic apre l'opera. Con Ctrl (⌘ sul Mac) un clic la aggiunge alla scelta o la toglie; con Maiuscolo si scelgono tutte le opere fra l'ultima scelta e quella cliccata, nell'ordine dell'elenco; il segno di spunta a sinistra della riga fa lo stesso di Ctrl. Finché la scelta non è vuota, sopra l'elenco una barra offre i comandi che valgono per tutte: raccolta (anche nuova), workspace, scaricamento, archiviazione o ritorno in catalogo. Archiviare più opere insieme non propone di liberare spazio, come fa per l'opera singola. Esc o la croce svuotano la scelta, che si svuota anche cambiando scaffale o raccolta.

Una riga si trascina su una raccolta nella colonna degli scaffali: entra la riga, oppure tutta la scelta se la riga ne fa parte.

Scheda dell’opera ​

La scheda affianca il visore a un pannello con quattro sezioni:

  • Opera: metadati bibliografici, campi aggiuntivi e riferimenti tecnici.
  • Digitalizzazioni: copie registrate, scaricamenti e versioni locali.
  • Organizzazione: collegamenti a workspace e collezioni.
  • Note: annotazioni sull’opera con salvataggio automatico.

Titolo, autore, data e lingua possono essere corretti manualmente. Le correzioni sono memorizzate separatamente dal dato originale e possono essere rimosse. Risincronizza con la biblioteca acquisisce nuovamente i metadati e cancella le correzioni manuali solo dei campi che la biblioteca dichiara in quella lettura: una correzione su un campo che la biblioteca non fornisce resta, insieme alle note e ai file scaricati.

Dati dell'opera ​

La scheda mostra tutti i campi previsti, anche quelli che la biblioteca non ha compilato: un campo vuoto dice che quell'informazione non è arrivata, e da lì la puoi scrivere tu. Ogni riga si corregge con la matita e conserva il valore originale della biblioteca, che resta consultabile e ripristinabile.

I campi essenziali — titolo, tipo di opera, autore, data, editore, lingua — stanno sempre in vista. Il resto è raccolto in gruppi richiudibili: contenuto, esemplare, provenienza, diritti e note. I gruppi ricordano se sono aperti, e la scelta vale per tutta la Biblioteca.

Il tipo di opera si sceglie fra i valori previsti, perché i filtri del catalogo si appoggiano a quelli. I campi che contengono più valori — soggetti, altri responsabili, diritti, provenienza — si scrivono su una riga sola separandoli con «·», come vengono mostrati.

Lettura delle pagine ​

Il visore offre miniature, navigazione per numero di pagina e zoom; ricorda la posizione di lettura. Utilizza le immagini locali quando disponibili. In lettura online carica prima un’immagine della pagina e può richiedere tessere di maggior dettaglio quando lo zoom lo richiede. Ingrandire una copia locale non ne aumenta la risoluzione.

Nella barra del visore un comando apre la pagina che stai guardando nel visore della biblioteca, dove la forma dell’indirizzo è verificata — oggi Gallica e Internet Archive. Il collegamento all’opera intera sta in alto nella scheda, accanto agli altri comandi.

L’indicatore File locale / File online distingue il deposito dalla lettura remota. Il suggerimento specifica provenienza, eventuale cache e dimensioni dell’immagine. La cache del visore non equivale a uno scaricamento permanente.

Attivando la lettura dei soli file locali, le pagine assenti mostrano un avviso e il visore non richiede immagini alla biblioteca. L’opzione vale per l’opera aperta e si disattiva alla chiusura.

Conservazione e versioni ​

Il comando per salvare la pagina aperta conserva i byte già visualizzati. Non richiede una nuova immagine alla risoluzione configurata: le dimensioni effettive sono indicate nel suggerimento. Durante la lettura di una versione scaricata parzialmente, le pagine mancanti acquisite possono completarla.

Lo scaricamento dell’intera digitalizzazione crea un lavoro in background. Una risoluzione diversa produce una versione locale distinta. Ogni versione ha comandi propri per aprirla, ridurla o eliminarla. Le regole di dimensionamento sono descritte in Archiviazione e lavori.

Il PDF dell'opera ​

Alcune biblioteche, accanto alle immagini, offrono la stessa opera come PDF. Lo dichiarano nel loro manifesto — sulla radice o sulla sequenza, secondo la versione dello standard — ed è da lì che Glossa lo scopre: nessun indirizzo costruito per analogia.

Nei risultati della ricerca la riga chiusa scrive «PDF disponibile» solo quando il PDF c'è. La riga aperta dichiara sempre lo stato completo — disponibile, non disponibile, oppure non verificato quando il manifesto non si è potuto leggere — e aggiunge le pagine dichiarate e la misura in pixel della prima pagina, unico indizio sulla qualità della scansione disponibile prima di scaricare. Il manifesto si legge una volta sola per opera, solo per le righe che stanno sotto gli occhi, due letture alla volta al massimo, e mai per un risultato che il catalogo dichiara già senza riproduzione.

Nella scheda dell'opera il PDF è una riga della sezione del libro, sotto le copie a immagini. Dichiara disponibilità e stato locale; un comando verifica di nuovo presso la biblioteca — serve quando il PDF è stato pubblicato dopo — e lo stesso controllo lo fa il riallineamento. Quando il PDF è disponibile, dalla stessa riga si scarica; quando è sul disco, la riga ne dichiara pagine e spazio e offre i comandi per visualizzarlo, aprirlo con l'applicazione di sistema o eliminarlo. Eliminarlo non tocca le immagini della stessa opera.

Dalla stessa riga si sceglie cosa visualizzare: il PDF o le immagini. Il visore dichiara sempre quale delle due copie è a schermo, perché le pagine del PDF e quelle della sequenza di immagini non corrispondono e non vengono fuse in un unico sfoglio.

Limiti dichiarati: un PDF oltre i 256 MB non si apre nel visore integrato e va letto con l'applicazione di sistema; di un PDF protetto da password o malformato non si contano le pagine, e la scheda lo dichiara invece di inventare un numero. La pagina viene disegnata a risoluzione fissa: ingrandita al massimo si vede meno nitida delle tessere IIIF.

Ogni verifica ha una scadenza: se la biblioteca è occupata o non risponde, lo stato resta «non verificato» e si può riprovare. Nessuna attesa resta appesa, e una richiesta lenta non blocca le altre.

Archiviazione ed eliminazione ​

AzioneEffetto
ArchiviaNasconde l’opera dal catalogo attivo e conserva i file; l’eventuale liberazione dello spazio richiede una scelta separata
Libera spazioElimina le immagini scaricate, conservando scheda, manifesto e miniature
Elimina una versione localeRimuove solo i file della versione selezionata
Elimina l’operaRimuove scheda, collegamenti, i file di tutte le copie — immagini e documento — e la relativa cache

L’eliminazione non prevede un cestino. Le operazioni distruttive sui file richiedono che i lavori che possono modificarli siano conclusi o annullati; la sola pausa non è sufficiente.

Limiti ​

L’importazione del testo di un PDF in un progetto di traduzione resta una funzione distinta: dal documento conservato nella Biblioteca non si avvia ancora una trascrizione. La gestione avanzata delle singole pagine e la selezione multipla sono ancora incomplete. Le restrizioni di scaricamento dichiarate dalle istituzioni non sono applicate automaticamente: consulta le condizioni della fonte.

Nella scheda, sotto Copie digitali, la sezione richiudibile «Dati tecnici» raccoglie tutti gli indirizzi di quella copia — manifest IIIF, pagina dell’opera, scheda di catalogo, pagina aperta nel visore della biblioteca, immagine di quella pagina, sito della biblioteca — ognuno riconoscibile dal suo segno, copiabile e apribile nel browser. Gli indirizzi lunghi si leggono per esteso al passaggio del mouse.

Da lì si chiede anche il manifest della biblioteca: non viene riversato com’è — per quello c’è il suo indirizzo — ma letto e mostrato come dichiarazione sull’opera, con numero di pagine, descrizione, voci del catalogo e diritti.

Documentazione pubblica dell’app desktop Glossa